Devo essere sincero, sono una persona che da sempre si occupa di musica, e credo anche ad alti livelli... ma...
ma non mi sono mai occupato di musicoterapia.
Sono una di quelle persone che difficilmente vedrete millantare credito... che difficilmente vedrete dar lezioni di mandolino se nella propria vita il mandolino non lo ha mai studiato, e difficilmente vedrete dare lezioni di tromba se la tromba nella propria vita l'ha presa in mano solo un paio di volte per lucidarla.
con questo voglio dire che Peppino in fondo ha ragione.
Oggi come oggi uno dei mali che infettano la società è quello che tutti sanno fare tutto e si spacciano per musicisti, terapeuti, cartomanti, e altre cose che striscia la notizia spesso scopre..
Nel calderone ci butterei anche i m usicoterapeuti, i quali, spesso, sensa avere carte che lo attestino, cognizione di causa, e quindi per millantato credito, pur di far due soldi, cominciano a sparare luoghi comuni sulla musica e sui suoi veri o presunti scopi terapeutici.
Non serve nessuna delle mie lauree per sapere che le muche danno più latte e le galline fanno più uova se ascoltano Mozart e che invece si indispongono se ascoltano Ligabue.
Ne servono le lauree di Peppino per dire che la partoriente che ascolti buona musica durante la gravidanza avrà un figlio già predisposto al senso del ritmo.
Infine è notorio che i bambini che hanno senso del ritmo, ovvero capacità innata di scandire il metro di un brano battendo le mani (o in qualunque altromodo, anche sbattendo la testa al muro, se vogliono) sono naturalmente più intelligenti di quelli che non ne sono capaci.
Insomma, la musicoterapia esiste, e ha i suoi limiti.
La musicoterapia aiuta per lo più a livello psicologico, scatenando reazioni positive nella mente del malato grave, del malato medio e del malato lieve allietando le sue ore, sviluppando spesso le stesse particelle che si riproducono mangiando la cioccolata, facendo l'amore o semplicemente ridendo.
La musicoterapia aiuta i bimbi a crescere meglio, se per musicoterapia non si intenda un lavaggio del cervello, bensì un semplice ascolto "educato ed educativo" perchè il bambino impari a distinguere il bene da male, la musica dai rumori, Richard Strauss da Gigione, Tchaikowsky da Vasco Rossi.
Educato perchè chi è preposto ad educare dev'essere il primo ad essere jusicalmente ben educato e preparato a dire le cose giuste, a proporre le musiche giuste, ad entrare nella psicologia di chi ha di fronte, bambino, malato, gallina, mucca o partoriente che sia.
Educativo perchè non si può propinare a chi si ha di fronte qualsiasi cd ci capiti per le mani. Il più delle volte va scelta la musica adatta per quella che è la patologia che si deve "curare" (o meglio, alleviare).
Sono sicuro che nella mente di una persona in coma, ascoltare Nilla Pizzi potrebbe essere identico ad ascoltare Gigi D'alessio, Mahler, Shostakovic o i cugini di Campagna... se quno o più di questi meravigliosi artisti hanno siginificato qualcosa di deternimante nella crescita emotiva della persona, prima che si trovasse in coma.
La musicoterapia, in conclusione, secondo me, ha il solo compito di stimolare il nostro cervello.
Egli poi troverà la forza di reagire a particolari avverse condizioni.
Ma nessuna musica potrà mai essere applicata su un ematoma o ingerita come paracetamolo.
Per quel tipo di male, ci sono ancora le farmacie

spero di essere stato utile!