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A prescindere dal Capannone che toglie la visuale della SP231 ai residenti, in quella zona si è creato un problema anomalo (e più grave) di contiguità fra chi vi abita e ci vive (e pretende giustamente luoghi salubri) e la più grande azienda industriale coratina (con tutti i diritti e oneri che la circostanza di per se comporta). Anche senza capannone, voglio dire, è già sufficientemente grave che dei TIR (con tutto il loro peso e il lro carico di fumi) facciano le loro manovre a pochi metri dai balconi dei residenti. La situazione mi ricorda quella che si venne a creare circa 25-30 anni fa quando si costruì a ridosso del passaggio a livello di Via Ruvo e, poichè non si era ancora aperta la via per le cave della Beton Corato su via Don Minzoni, le betoniere stazionavano, il più delle volte in funzione, per interminabili decine di minuti, a due passi dalle abitazioni in attesa del "ciuff ciuff" della Bari Nord. Stupisce che a distanza di 30 anni si sia commesso lo stesso errore: poichè la Granoro preesisteva, semplicemente lì non doveva costruirsi e occorreva lasciare un cuneo verde. Il Capannone, così ragionando, è allora solo una ciliegina... su una torta poco appetibile!
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