Ma vediamo chi sono i nuovi ministri del governo Berlusconi
Raffaele Fitto: è indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti.Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei Deputati gli arresti domiciliari di Fitto con l'accusa di illecito affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie di proprietà dell'imprenditore romano Giampaolo Angelucci (proprietario di numerose cliniche private). Secondo l'accusa, il Gruppo Angelucci avrebbe versato una tangente di 500.000 euro alla lista di Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005, in cambio di favori illeciti per vincere l'appalto da 198 milioni di euro con cui ha ottenuto la gestione delle undici residenze sanitarie "assistite" dalla Regione Puglia[1]. Si tratta della stessa inchiesta per cui è indagato Francesco Storace. Il parlamento, tuttavia, ha respinto l'autorizzazione a procedere con l'arresto con 457 voti favorevoli, 1 contrario (dello stesso Fitto) e 2 astenuti.
Il 22 dicembre 2007 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di Fitto e di Angelucci, accusati di concorso in corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Le accuse per Fitto riguardano anche i reati di falso e peculato.
Roberto Maroni: È stato condannato in via definitiva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Il reato contestato è stato commesso in Milano il 18 settembre 1996 durante una perquisizione disposta dal Procuratore della Repubblica di Verona nei confronti di tale Marchini Corinto, e poi estesa ad un locale ritenuto nella disponibilità del predetto presso la sede federale di Milano della Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Maroni ha riportato ferite cercando di difendere col proprio corpo, assieme ad altri leghisti, i locali dalla perquisizione.
Umberto Bossi: Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell'amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama della Montedison. è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase " Il tricolore lo uso per pulirmi il culo"
Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. La Camera, nel gennaio 2002, non ha concesso l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l'accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006.
All'inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall'originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3 mila euro di multa.
Roberto Calderoli Indagato a Milano per ricettazione nell?inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani. Il quale sostiene di
averlo foraggiato per garantirsi l?appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta: con il suo sottosegretario Brancher, l?allora ministro delle Riforme si sarebbe spartito 200mila euro. Salvo per prescrizione nel processo per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano (resistenza a pubblico ufficiale), Calderoli è scampato al processo in corso a Verona per le camicie verdi (attentato alla Costituzione e all?unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge) grazie a una legge ad personam e all'insindacabilità regalatagli dal Senato (contro cui però la Procura ricorrerà alla Consulta).
Altero MatteoliImputato a Livorno per favoreggiamento verso l?ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di
indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all?isola d?Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20 ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l?ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del
caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera l?autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell?esercizio delle proprie funzioni. Così il processo, in attesa della Consulta, si ferma.
SILVIO BERLUSCONI2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso
(istigazione alla corruzione di alcuni senatori).
Ora chi non ha commesso reati però è comunque esemplificativo:
Mara Carfagna: Dopo aver studiato recitazione e pianoforte, nel 1997 ha partecipato al concorso di Miss Italia piazzandosi al sesto posto. Dal 2000 al 2006 ha partecipato al programma televisivo La domenica del villaggio condotto da Davide Mengacci, in qualità di co-conduttrice. Nel 2006 ha condotto il programma Piazza grande insieme a Giancarlo Magalli.[3] Inoltre, ha fatto parte del cast dei programmi televisivi I cervelloni, Vota la voce e Domenica In.[4] Nel 2007 ha partecipato con un cameo alla fortunata serie tv italiana Boris, impersonando il ruolo della cuoca Matilde, lavoro da lei realmente svolto in passato. Nel gennaio 2007 durante la serata di premiazione dei Telegatti, Berlusconi parlando di lei dichiara "Se non fossi già sposato la sposerei subito".Mara Carfagna ha dichiarato di credere nei valori della famiglia ed ha spiegato, all'intervistatore che gliene chiedeva le ragioni, il suo rifiuto a recitare in un film diretto da Tinto Brass.[5] In passato, foto che ritraggono la Carfagna parzialmente senza veli sono state però pubblicate sulla rivista Maxim, nonché su numerosi siti internet.
Michela Vittoria Brambilla (forse con delega alla Salute) Nel settembre 2007 incappa nell'esposto della giovane avvocata Susanna Chiesa che per conto di alcuni volontari del canile di Lecco denuncia condizioni di estremo degrado della struttura gestita dall'Associazione Lega Italiana per la Difesa degli Animali [LEIDA]. Le denunce si trasformano anche in interrogazioni presentate dal Consigliere Regionale dei Verdi Marcello Saponaro e dal Senatore Natale Ripamonti nelle rispettive istituzioni.

Continua....